Senti che bel vento...... si cambia!

Senti che bel vento...... si cambia!

20/11/13

Pranzo a scuola con i prodotti dell'orto didattico

 

 
Martedì scorso si è svolto un pranzo organizzato dall’associazione Auser Turgnano per i bambini delle scuole elementari che in quel giorno hanno il rientro pomeridiano. E’ stato un pranzo speciale, infatti i bambini hanno potuto mangiare il minestrone preparato con le verdure che sono state raccolte nell’orto didattico che è stato realizzato nel terreno adiacente alle scuole. Un’iniziativa importante che ha potuto far vedere ai ragazzi la fase finale del progetto ovvero quella del consumo delle produzioni che anche loro stessi hanno seguito insieme agli insegnanti, ai nonni esperti di orticoltura dell’Auser e all’agronoma Daniela Peresson che coordina il percorso didattico e la pratica sul campo.
Sin dall’inizio, l’inaugurazione è avvenuta a giugno 2011, l'obbiettivo del progetto è la realizzazione di uno spazio didattico dove le relazioni tra le persone e la conoscenza della natura siano il più frequenti e vicine possibili. Questo, attraverso la riscoperta delle tradizioni e delle conoscenze agricole e naturalistiche delle persone della nostra comunità, con il passaggio del sapere e del fare tra le diverse generazioni coinvolte nel progetto.
La Dott. Peresson da tempo opera nelle scuole per diffondere la cultura di un’alimentazione sana e far conoscere i benefici che si possono riscontrare nel praticare l’agricoltura biologica. Il lavoro con gli insegnanti ed i ragazzi si divide tra  gli interventi in classe e le lezioni pratiche nell’orto. Di solito due incontri in classe della durata di un paio di ore l’uno, durante i quali vengono trattati diversi argomenti, tra i più importanti quelli legati all’alimentazione che spiegano come si sviluppa il percorso delle verdure dal terreno al piatto e con approfondimenti sui principi della corretta alimentazione. Poi la stagionalità degli ortaggi e l’importanza delle scelte da fare nell’orto utili anche a salvare la biodiversità. Sul campo si procede con due o tre incontri in autunno e in primavera per conoscere i metodi di lavorazione e preparazione del terreno per poi passare a scoprire le semine e i trapianti.
L’assessorato alla cultura del comune di Muzzana ha creduto fortemente in questo progetto e conta, nella prossima legislatura, di migliorarlo aggiungendo altri percorsi simili che trattino tematiche legate alla natura e alla terra. Il tutto da svilupparsi nel terreno adiacente alle scuole in modo che tutto lo spazio scolastico possa diventare un grande parco didattico rendendolo così più accogliente per i ragazzi ma anche utile strumento per gli insegnanti.

10/11/13

Filiera corta per le mense scolastiche.

Un grazie a Silvio Bini che ha avuto la sensibilità di trattare un tema che non rientra quasi mai nell'agenda degli amministratori e dei politici.

09/11/13

Occasioni perdute


Il digital divide e gli errori della politica friulana

08/11/2013
Lo smantellamento di Mercurio - la società voluta da Riccardo Illy per portare la banda larga e ultra larga in tutto il territorio regionale - è stato, forse, il maggior errore strategico dell’ex governatore Renzo Tondo. Con l’intento di ridurre l’indebitamento regionale (“mi dissero che così si potevano risparmiare i compensi di un Cda”, spiegò allora l’ex presidente), cancellò Mercurio per affidare la sua mission a Insiel.
Quanto fu grave l’errore lo dicono le date: il cronoprogramma di Mercurio prevedeva il completamento della banda larga in tutta la regione per il 2010-2011. Due-tre anni fa. Oggi, ci dicono i dati ufficiali, un municipio friulano su quattro non è connesso in maniera accettabile. E’ il peggior dato di tutta Italia. Per rendersene conto, è sufficiente leggere l’Agenda digitale licenziata dalla Regione a fine ottobre e pubblicata sul sito del Fvg. Lo stesso vale per il Trentino che, però, stanzia una posta dieci volte superiore alla nostra (destiniamo circa 7 milioni in un anno) per colmare il digital divide.
Le conseguenze sono davvero pesanti. Si è calcolato che lo sviluppo della banda larga (così è successo negli States) si traduce in una crescita del Pil dell’1 per cento. Un punto percentuale che, in questi due anni, avrebbe significato molto per il Friuli. Senza contare la crescita di competitività delle nostre aziende. Insomma, il progetto di Illy era non solo ambizioso, ma anche lungimirante. Lui, però, non fu il solo a guardare lontano. Si pensi al Sergio Cecotti del primo mandato come primo cittadino di Udine. In quegli anni, il sindic fece posare, ogni volta che si facevano lavori su una strada, le canaline per ospitare la fibra ottica (è il costo maggiore nella costruzione di una rete fisica). Il suo sogno, purtroppo rimasto tale, era di fare del capoluogo friulano la prima città dello Stivale completamente cablata con una banda ultralarga. Più di recente, il Comune ha saputo spingersi in avanti grazie all'ex assessore (ora onorevole) Paolo Coppola.
Ormai l’occasione di essere tra i primi (e tra i più competitivi) è perduta. Però il terreno si può recuperare. Principalmente destinando una fetta più grossa delle poste regionali per l’informatizzazione della pubblica amministrazione (circa 100 milioni all’anno a Insiel nel complesso) alla realizzazione delle infrastrutture. E’ inutile avere una Ferrari se poi è costretta a ‘correre’ su una mulattiera.
 Autore: Hubert Londero    "Il Friuli"

31/10/13

"LUDOTECA IN BIBLIOTECA 2013-2014"


Continua il successo dell' ORA DEL RACCONTO a cui ora si aggiunge il nuovo proggetto "LUDOTECA IN BIBLIOTECA"... nuovi spazi per giovani vengono messi a disposizione all'insegna della socialità e dell'amicizia!

Assessorato alla cultua, sport e politiche giovanili

26/10/13

Alta velocità, gli ultimi sviluppi.

Vi informiamo riguardo ai progetti dell'alta velocità ferroviaria che, se realizzata, attraverserà anche il nostro comune. Troverete di seguito la nostra posizione espressa dopo le dichiarazioni di alcuni sindaci e dei comitati NO-TAV.

Cosa pensa Laboratorio Muzzana

Laboratorio Muzzana prende le distanze dalla posizione presa dal Sindaco Gallo e condivisa insieme ai sindaci di S.Giorgio, Palazzolo, Precenicco e Latisana.
Ci si stupisce che si vada a mettere in discussione un lavoro fatto molto bene dal tavolo dei Sindaci che ha finalmente fatto chiarezza su quello che sarà l’opera che si dovrebbe andare a costruire, prima del tavolo molte cose erano impossibili da sapere e praticamente non esisteva un dibattito e un confronto tra le amministrazioni che porta poi ad un confronto con le comunità come è avvenuto in questi anni.
 
Non condividiamo le dichiarazioni sul fatto che chi vi sia condivisione di tutti gli amministratori e che il tracciato del 2010 sia un punto fermo, infatti mentre si discute su dove far passare il tracciato, problema minore a nostro avviso, nessuno si prende la responsabilità di dire che negli ultimi 3-4 anni con la crisi sono cambiate tante cose in particolare la situazione economica e che bisogna in maniera seria mettere in discussione il fatto di realizzare l’opera proprio per i suoi costi e per il suo probabile scarsissimo utilizzo.
 
Altra affermazione da mettere in dubbio è quella che la popolazione avrebbe assimilato e digerito il tracciato 2010, non avendo dati concreti a riguardo, la percezione di poche persone seppur esperte in campo amministrativo non è sufficiente a supportare questa tesi. Noi crediamo invece che molte persone di buon senso e gran parte degli abitanti dei nostri comuni di fronte alle spese folli previste per l’alta velocità preferiscano investimenti sul territorio per provare a creare nuovi modelli di sviluppo che possano portare posti di lavoro dei quali la Bassa ha notevole necessità.
Ci auguriamo che rientri presto questo “strappo” e che ci sia un atteggiamento più pragmatico dei primi cittadini, inoltre invitiamo tutti gli amministratori a riflettere profondamente sulla responsabilità che ci si prende ad avallare un progetto del genere in questo momento storico. Stare al tavolo dei Sindaci vuol dire partecipare e dialogare, starne fuori potrebbe essere controproducente per il nostro territorio.
 
Laboratorio Muzzana 26-10-2013

No Tav, sindaci sotto accusa:
«Assurdo appoggiare il progetto»

San Giorgio, comitato contro i cinque primi cittadini che approvano il piano del 2010. Il portavoce Guzzon: quell’opera non ha senso, è destinata a generare sconquassi nei paesi
di Francesca Artico

SAN GIORGIO DI NOGARO. «La cosa che più ci sgomenta è che i sindaci, anzichè difendere i cittadini dagli assalti speculativi ai loro territori, avallino candidamente progetti come la Tav e ci vengano anche a raccontare che le popolazioni, dei loro comuni, sarebbero favorevoli all’opera. Le popolazioni locali gradirebbero invece avere degni rappresentanti delle istituzioni, in grado di formulare pensieri autonomi e di buon senso, e non sindaci manipolati da burattinai da quattro soldi».
Dura la replica dei comitati No Tav della Bassa friulana sulle recenti affermazioni dei sindaci di Precenicco, Latisana, Palazzolo, Muzzana e San Giorgio, in polemica con i colleghi degli altri comuni, contro il potenziamento della linea ferroviaria esistente e l’eventuale quadruplicamento delle linee nei loro comuni, come proposto dal commissario governativo Mainardi, dichiarando di volere portare avanti il progetto 2010 della Tav che, secondo loro, troverebbe il consenso di quasi tutte le amministrazioni comunali, nonché dei cittadini.
«Come comitati No Tav - precisa il portavoce Giorgio Guzzon - riteniamo assurdo un eventuale quadruplicamento della linea ferroviaria in comuni che non hanno lo spazio fisico per farlo, a meno che non si vogliano demolire porzioni di paesi. Tuttavia la volontà di portare avanti il progetto 2010 non è certamente meno assurda, infatti trova l’opposizione di tutti gli altri sindaci.
Questo spiega già che la Tav non ha senso: porta solo sconquassi ai paesi interessati dall’opera e chiarisce senza ombra di dubbio che l’unica soluzione possibile è ammodernare l’esistente, ove necessario. In tutti questi anni abbiamo svolto un grandissimo lavoro di informazione portando in Friuli i più grandi esperti di trasporti e infrastrutture d’Italia (Ponti, Bettini, Venosi, Cancelli, Cicconi).
Tutti hanno stroncato l’opera per due fondamentali motivi: non ci sono né passeggeri né merci per giustificare una spesa folle di tale consistenza. E' sufficiente - continua - adattare con pochi interventi la linea esistente, largamente inutilizzata, (intervenendo nei colli di bottiglia tipo bivio San Polo) per disporre di una rete ferroviaria adeguata, funzionale e efficiente, con risparmi enormi di denaro pubblico. Inoltre la Tav in Friuli sarebbe solo una servitù di passaggio perenne, con impatti ambientali devastanti, senza nessun vantaggio per la popolazione regionale.
Lisbona si è ritirata dall’opera per mancanza di fondi, Kiev non la vuole, la Slovenia non la vuole e ha perfino rinunciato ai fondi Ue, molti altri Paesi nicchiano. L’Italia invece, una delle economie più disastrate d’Europa, continua a fare carte false per portare avanti un progetto, costosissimo e impattante a dismisura. Insomma, ci sono soldi solo per effettuare disastri ambientali e favorire lobby - conclude -, mentre i cittadini si vedono portare l’età pensionabile a 70 anni».
25 ottobre 2013
 

Tav, 5 sindaci contro il potenziamento

«L’impressione è che il tavolo dei sindaci, nato per risolvere le problematiche di parte del territorio, si sia trasformato in uno strumento di pressione per giungere ad una revisione totale del tracciato, con l’obiettivo di realizzare prima il potenziamento e poi il quadruplicamento della linea esistente»: è quanto rimarcano, riferendosi alla Tav, i sindaci di Latisana (Benigno), San Giorgio (Del Frate), Palazzolo (Bordin), Muzzana (Gallo) e Precenicco (Occhilupo). Ebbene, le nostre amministrazioni - si legge in una nota congiunta - e i territori da noi amministrati non condividono assolutamente questa posizione. Per noi vi è un punto fermo: il progetto Rfi del 2010. Si tratta di un tracciato che ha ottenuto il consenso di pressoché tutte le amministrazioni comunali interessate e che sta seguendo il proprio iter a Roma. Si tratta di un punto di partenza, ma anche di un punto di arrivo, nel senso che se siamo disponibili a valutare e sostenere accorgimenti tecnici e ingegneristici idonei a superare le problematiche che coinvolgono parte del territorio, altrettanto non lo siamo a ripartire da zero in una visione di quadruplicamento della linea storica». «Le nostre popolazioni - affermano i cinque sindaci - hanno avuto modo, in questi anni, di assimilare e accettare il tracciato 2010. In alcuni casi non è stato semplice e abbiamo preso atto con orgoglio di un alto senso di responsabilità da parte dei nostri concittadini. Non si può svilire il lavoro di tre anni e ripartire da zero, dimenticandosi che nei nostri comuni vi è stata una forte urbanizzazione lungo il tracciato della linea storica. Un suo quadruplicamento significherebbe demolizione di case e di attività, sventramento dei paesi e deterioramento ambientale. Senza considerare problematiche tecniche ad oggi insormontabili quali il quadruplicamento della linea storica in prossimità dell’attraversamento del Tagliamento a Latisana e le relative conseguenze in termini di sicurezza idraulica che ciò comporterebbe per l’intera cittadina. Pertanto - conclude la nota - ribadiamo con fermezza la posizione nostra e delle nostre amministrazioni: pieno sostegno al progetto Rfi 2010 e contrarietà assoluta ad un’ipotesi di quadruplicamento della linea storica. Chiediamo al presidente della Regione di fugare ogni dubbio e di sostenere pubblicamente questa posizione». 19 ottobre 2013